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La Cerbottana (’a cannucce ’i cuppetill’)
di: Cesare Rizzi
La Cerbottana (’a cannucce ’i cuppetill’)
...Giochi popolari

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La Cerbottana (’a cannucce ’i cuppetill’)
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link al sito di La Cerbottana (’a cannucce ’i cuppetill’)
Altro gioco di strada, che appassionava i ragazzini di un tempo era "’a cannucce ’i cuppetill’", ispirato all’antichissima cerbottana, un’arma ancora in uso presso alcune popolazioni e soprattutto in zone tropicali, per praticare la caccia di piccoli
animali.

E’costituita da un tubo in cui si introducono dei dardi che possono essere sparati a distanza soffiando da una estremità.
Come per "le forcinelle", arrivava anche il tempo delle "cannucce", che avrebbe impegnato i ragazzini del quartiere in nuove ed appassionanti sfide nel lancio dei dardi che si concludevano in vere e proprie battaglie all’ultimo "coppitello".




Il coppitello era infatti il proiettile per eccellenza.
Si costruiva manualmente utilizzando strisce di carta lunghe circa 20 cm. e larghe al max 4 cm.
La carta doveva essere sottile e di facile lavorazione; personalmente preferivo quella degli elenchi telefonici.

L’abilità nella preparazione, la scelta del tipo di carta e la cura della fattura avrebbero assicurato al nostro coppitello una traiettoria precisa verso il bersaglio.
I coppitelli si costruivano arrotolando sul dito indice la striscia di carta facendone un cono sottile e piuttosto lungo.

Per "incollare" il vertice del cono, ovvero la punta del nostro dardo, si utilizzava una singolare tecnica. Si teneva il coppitello tra le labbra, bagnando con la saliva la punta del cono e ruotandolo finchè la punta non fosse ben impregnata, consistente e di buon tono.
Non di rado, capitava di utilizzare come proiettili alcune bacche verdi e dure che crescevano rigogliose sulle recinzioni delle abitazioni di via dell’Immacolata, teatro di questi ricordi, sicuramente meno efficaci dei coppitelli, ma perfette .... da sparare sul culo delle signorine che attraversavano la strada, quando appostati dietro qualche muretto si pianificava "l’agguato". ;)

Quando era il momento della "guerra", gli impavidi tiratori di coppitelli, erano attrezzati di tutto punto. Oltre alla cannuccia, portavano alla cintura un ricco mazzetto di "foglietti" per preparare coppitelli, ma c’era chi indossava fantasiose fondine che contenevano dardi preventivamente preparati.

Ma il vero Rambo di via dell’Immacolata, aveva sempre un paio di coppitelli sopra le orecchie, pronti da sparare con una cannuccia potentissima.

La cannuccia, doveva avere una lughezza di circa 50 cm.

Qualcuno ricorderà sicuramente la mitica merceria del sig. Pompa Luigi, su via dell’immacolata, sempre attenta a soddisfare le esigenze dei ragazzini del quartiere, cosi che quando era il "tempo delle cannucce" gli ultimi modelli di cerbottana erano gia pronti e disponibili sotto il bancone della merceria per la gioia, a volte l’invidia dei ragazzi del quartiere.



Le cannucce "commerciali" erano ben rifinite, con tanto di mirino e di impugnatura, ma mai efficaci quanto quelle ricavate dai tubi rigidi da elettricista, che ... qualche figlio de ’ndrocchije introucendosi nei cantieri edili prelevava e riforniva tutti i ragazzi del quartiere.

Tubi in PVC dal diametro esterno di 16 mm, che ognuno poteva tagliare a misura e decorare con giri di nastro isolante colorato.
C’era anche chi affiancava due, tre o più cannucce costruendo una specie di doppietta.
... e la sfida aveva inizio.

Un ultimo dettaglio, che merita di essere raccontato, è la tecnica del soffio. Infatti, affinchè il lancio del dardo fosse preciso e deciso, occorreva tenere la punta della lingua a mo’ di tappo tra le labbra appoggiate all’estremità del tubo, riempire di aria la bocca portandola ad una sufficiente pressione per dare la spinta iniziale, liberare il "tappo" e soffiare con vigore.

Sebbene la cerbottana fosse un’arma, e nonostante gli ammonimenti dei genitori: "Abbade che te schkatte n’ucchije" nessuno si fece mai del male, e tutti conserviamo un bel ricordo di quei tempi.


foto tratte da http://blog.libero.it/tutto8o/7028438.html

Scheda inserita il 20-07-2012 da Cesare RizziHome Page

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